Una mattina con Alessio Bianchi e i Fiori di Bach

Pubblichiamo volentieri il contributo di Alessio Bianchi che nell’ambito dell’evento Camminando Ascoltando Le Erbe ha parlato dell’importanza dei Fiori di Bach. Chi volesse seguire Alessio e rimanere in contatto con lui può mettere un like alla sua pagina I Fiori di Alessio.

Domenica 19 maggio abbiamo danzato tra le emozioni, gli stati d’animo e le sfumature forti dei Fiori di Bach. Questa terapia è anche detta Floriterapia perché prevede la somministrazione dell’Essenze scoperte da Edward Bach. Bach ci ha lasciato un metodo forte per evolvere le nostre emozioni tramite 38 Fiori, ognuno dei quali vi interagisce e ci aiuta a capire l’esperienze da vivere in quel momento. Si dividono in 5 classi e ognuno di essi è interconnesso e collegato a uno bisogno. Il floriterapeuta tramite un dialogo con la persona capisce dalle sue parole e dai suoi racconti cosa di più lo affligge.

Abbiamo iniziato la nostra chiacchierata introducendo la figura carismatica di Bach, di come nella sua vita abbia deciso di cambiare il suo percorso vitale più volte. Ascoltando quello che la sua Anima richiedeva, di come allontanarsi dalle convenzioni del momento per cercare la sua strada e ascoltare cosa i Fiori avessero da dirgli. Dopo essere stato medico e omeopata decise che nessuna di queste strade lo riuscivano a soddisfare completamente, perché nessuna delle due era in grado di ottenere i risultati di cura necessari ai suoi standard.

Da qui iniziò la ricerca dei Fiori, che si compose di più step per “scovarli” tutti. Ognuno dei 38, come dicevamo prima, interagisce con una determinata emozione o stato evolutivo che ci imprigiona. Dalla paura del futuro, al non riuscire a prendere decisioni o al non sentirsi mai all’altezza. Una delle cose che premeva di più a Bach era che le Essenze dovessero essere “pure”, infatti i 38 sono tutte piante spontanee, non presentano effetti farmacologici importanti e nessuna di essa è tossica.

Un’altra domanda che si pose Bach era come estrarre queste informazioni e renderle disponibili senza alterare il messaggio. La soluzione arrivò con i due metodi: la Solarizzazione e la Bollitura. Tramite questi procedimenti otteniamo un’acqua informata dei messaggi che i Fiori ci andranno a donare tramite l’assunzione. Domenica mattina, come durante alle conferenze che tengo, faccio un piccolo gioco con i presenti. Distribuisco su di un tavolo delle foto raffiguranti i Fiori e chiedo di sceglierne una o due a “sentimento” cioè senza pensarci, d’impulso.
Una volta che tutti hanno scelto si inizia con la descrizione dei tratti principali del Fiore, delle emozioni e delle lezioni correlate. Se scegliamo una determinata Essenza è perché ci vuole comunicare quello che dentro di noi dobbiamo vedere e accettare, per essere sempre più leggeri e per poterci togliere un abito che non ci serve più.

La terapia con i Fiori deve essere indirizzata a ottenere un obiettivo, a sciogliere un nodo e una volta avvenuto possiamo decidere di terminare perché siamo nuovamente forti e riusciamo ad ascoltare meglio la nostra Anima. Le Essenze ci indicano la strada, ci sostengono ma non ci imporranno mai il loro messaggio, saranno sempre al nostro fianco e ci aiuteranno a far cadere dei veli, ma starà a noi decidere se farlo o no.

Bach non parlava mai di emozioni negativi o esperienze brutte ma diede ai Fiori solo le accezioni positive cioè il Fiore del perdono, il Fiore del coraggio ecc.. quindi solo di quello che sono le loro potenzialità e di cosa devono risvegliare in noi.

Vi auguro di poterli incontrare e di poter provare la loro “delicatezza”… sarà sconvolgente…

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